Direzione Aziendale  NEWS: Conclusa prima fase Peer Education MST (10/09/2014)  Iniziative
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“PEER EDUCATION” SULLE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

CONCLUSA LA PRIMA FASE: I RISULTATI DEI QUESTIONARI FORNITI A STUDENTI, PROFESSORI E GENITORI


            Proseguono le attività del progetto “Peer education sulle malattie sessualmente trasmissibili (MST)”, elaborato dal gruppo costituito dai responsabili delle Unità Operative Educazione e Promozione della Salute di 6 Distretti sanitari dell’Asp di Palermo: Corleone (capofila), Carini, Petralia Sottana, Misilmeri, Termini Imerese e Partinico.

            Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Associazione Mobilitazione Sociale Onlus, ha avuto inizio nel mese di Marzo 2014 con la fase di selezione degli studenti candidati a diventare peer educators (educatori tra “pari”). Al termine dei singoli incontri, le 6 equipe hanno fornito un questionario esplorativo con l’obiettivo di rilevare il grado di auto-percezione degli studenti rispetto alle proprie conoscenze sul tema della salute sessuale e sulla prevenzione delle MST.

            Sono stati raccolti 832 questionari validi: l’universo di riferimento è stato quello delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di secondo grado, l’età prevalente compresa tra i 16 e i 17 anni. Rispetto all’auto-valutazione del livello di informazioni possedute sui temi della salute e della prevenzione delle MST, 8 intervistati su 10 si sono dichiarati sufficientemente o più che sufficientemente informati, ma il dato va incrociato con quello relativo alle reali competenze possedute sulle MST: si evince, così, che gli intervistati pensano di avere maggiori informazioni rispetto a quelle effettivamente possedute.

            Per quel che riguarda la valutazione dell’atteggiamento nei confronti del sesso, l’analisi delle risposte ha evidenziato che 6 intervistati su 10 lo definiscono responsabile, mentre il 5% lo indica come rischioso. Tra i metodi contraccettivi che si utilizzano abitualmente, il 24,3% delle preferenze comprende “nessun metodo” o “il coito interrotto”.

            Contestualmente, è stato fornito un questionario (facoltativo) a docenti e genitori incontrati nella fase preliminare del progetto. I questionari validi raccolti sono stati 32, con una netta prevalenza di docenti rispetto ai genitori: 62,5% contro 18,8%.
            “Le risposte che gli studenti hanno dato alle domande contenute nei questionari – dice Vincenza Dino, responsabile UOEPS del Distretto Sanitario di Corleone – fanno emergere come i giovani sovrastimino le nozioni che possiedono riguardo alle malattie sessualmente trasmissibili. Entrando in relazione con i pari età opportunamente formati, gli studenti si trovano ad interagire in un ambiente inclusivo dove l’attivazione di dinamiche partecipative favorisce l’acquisizione di informazioni e abilità per la promozione della salute. Conforta il riscontro positivo registrato in termini di aspettative da parte di insegnanti e genitori, anche se occorre lavorare per ottenere una maggiore partecipazione di questi ultimi alle attività progettuali”.
            “I dati raccolti confermano l’utilità del progetto che abbiamo avviato – dichiara Salvatore Vizzi, direttore del Distretto Sanitario di Corleone – e l’opportunità di proseguire con le campagne educative e informative sulle malattie sessualmente trasmissibili rivolte ai giovani sul territorio”.

Palermo 10 settembre 2014


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